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Ecobonus 2026: cos'è, come funziona e guida completa alle detrazioni

8 min di lettura
Open space con pavimento grigio e muri bianchi, si intravede la cucina bianca. Il soggiorno ha un divano e un mobile separè, è illuminato da una finestra in parete e da due lucernari.
Punti chiave
 1. I lavori incentivati dall’Ecobonus 2026

I lavori incentivabili con l’Ecobonus sono stati confermati: resta la riqualificazione globale, l’acquisto e installazione di serramenti, schermature e pannelli solari, la sostituzione degli impianti di riscaldamento e raffrescamento. Anche nel 2026 non sono più incentivabili le caldaie a gas.

 2. L’Ecobonus premia maggiormente le abitazioni principali

Anche nel 2026 l’Ecobonus non incentiva più con una percentuale maggiore i lavori di riqualificazione energetica più “pesanti”, bensì prevede percentuali che cambiano a seconda che il miglioramento energetico riguardi la prima casa (abitazione principale) con detrazioni al 50% o le altre case, con detrazioni al 36%.

 3. Importi massimi di spesa dell’Ecobonus 2026

Gli importi massimi non cambiano. Per la riqualificazione energetica globale è previsto l’importo di 100.000 euro; per serramenti, pannelli solari e schermature è di 60.000 euro; per l’isolamento a cappotto è di 60.000 euro. Sono confermati i massimali di detrazione per i redditi oltre i 75.000 euro.

L’Ecobonus nel 2026 continua a premiare i lavori di miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici e mantiene la doppia percentuale introdotta nel 2025: la detrazione è del 50% per i lavori nelle abitazioni principali, scende al 36% per le seconde case.

Cos'è l'Ecobonus 2026 e quali interventi copre?

L’Ecobonus è un incentivo fiscale che ha l’obiettivo di promuovere il miglioramento energetico degli edifici esistenti, attraverso lavori di riqualificazione energetica. Attivo fin dal 2006 con la Legge 206, successivamente ha subito diverse modifiche. Il D.L. 63/2013, in vigore fino al 2024, premiava i lavori di riqualificazione energetica più pesanti (come l’isolamento con un cappotto termico) con una percentuale maggiore rispetto a quelli più leggeri e relativamente meno impegnativi economicamente, come per esempio la sostituzione delle finestre.

Con la Legge di Bilancio 2025, le aliquote sono state differenziate a seconda dell’immobile oggetto dei lavori. L’Ecobonus casa e tutte le altre principali detrazioni fiscali 2026 sui lavori edilizi hanno visto confermare l’aliquota di detrazione più alta, del 50%, ai soli lavori nell’abitazione principale. Per tutti i lavori edili nelle seconde case, la percentuale di detrazione è confermata al 36%. Dal 2027, salvo modifiche di fine anno, la percentuale si ridurrà rispettivamente al 36% per i lavori nelle abitazioni principali e al 30% nelle seconde case e successive.

Come funziona l’Ecobonus 2026? Anche quest’anno viene erogato sotto forma di sconto fiscale in 10 rate annuali di pari importo.

I lavori detraibili con l’Ecobonus 2026 per la casa sono:

  1. gli interventi di riqualificazione globale su edifici esistenti: essi devono raggiungere un fabbisogno annuo di energia per la climatizzazione invernale inferiore ai valori indicati nelle tabelle dell’Allegato A del Decreto Ministeriale dell’11 marzo 2008
  2. gli interventi sugli involucri degli edifici, riguardanti strutture opache verticali e orizzontali (coperture e pavimenti) come ad esempio l’isolamento a cappotto
  3. l’acquisto e la posa in opera di infissi e schermature solari. Puoi usare per esempio questo incentivo per la sostituzione delle vecchie finestre per tetti con nuove finestre VELUX e per l’installazione di tende esterne e tapparelle
  4. l’installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda
  5. la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A (sono esclusi dal 2025 gli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili)
  6. la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse
  7. la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia
  8. La sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria
  9. l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori
  10. l’installazione di dispositivi di domotica.

Requisito fondamentale per poter usufruire dell’Ecobonus: i lavori devono essere svolti all’interno di stanze che hanno già un impianto di riscaldamento fisso e funzionante.

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Beneficiari dell'agevolazione

L’Ecobonus 2026 può essere richiesto da tutti i soggetti, sia residenti che non residenti in Italia, che percepiscono qualsiasi tipo di reddito.

La detrazione è riservata, infatti, oltre che alle persone fisiche, anche a professionisti, agli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, alle società semplici, alle associazioni di professionisti e agli individui o entità che generano reddito d’impresa, come le persone fisiche, le società di persone e le società di capitali.

Questi soggetti devono possedere o detenere l’immobile in base a un titolo legittimo e comprendono:

  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di diritti reali di godimento, come usufrutto, uso, abitazione o superficie
  • soci di cooperative con proprietà divisa o indivisa
  • soggetti menzionati nell’art. 5 del TUIR, che producono redditi in forma associata
  • detentori (locatari, comodatari) dell’immobile
  • familiari conviventi
  • coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
  • conviventi di fatto ai sensi dell’art. 1 della legge n. 76 del 2016
  • promissario acquirente.

Novità e requisiti Ecobonus 2026

Nel 2026 non ci sono novità sostanziali. La riduzione delle aliquote, prevista inizialmente, non è stata confermata dal Governo e la Legge di Bilancio ha confermato le aliquote introdotte nel 2025: 50% per tutti i tipi di lavori di miglioramento energetico nelle abitazioni principali e 36% per le seconde case.

Nel 2026 è stata confermata anche l’altra novità introdotta nel 2025, ovvero la cessazione degli incentivi per le caldaie a gas, per adeguarsi alla Direttiva UE “Case Green” che stabilisce che gli Stati membri adottino politiche per ridurre l’impatto ambientale e l’emissione di CO₂.

Anche nel 2026 è quindi possibile accedere all’Ecobonus solo se gli impianti installati includono tecnologie innovative, come pompe di calore o sistemi ibridi, capaci di garantire una maggiore efficienza energetica riducendo l’uso del gas.

Percentuali di detrazione per ogni tipologia di intervento

Come abbiamo visto, dal 2025 le percentuali di detrazione non variano più a seconda dell’intervento bensì per tipologia di abitazione.

Nell’Ecobonus si parla infatti di incentivi al 50% riservati all’”abitazione principale”. Il D.L. 101/2011 fornisce la seguente definizione: “Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente […]“.¹

Mentre per tutte le altre abitazioni, per esempio la casa al mare, in montagna o altre residenze chiamate comunemente “seconde case” la percentuale di detrazione di eventuali lavori di riqualificazione energetica sarà del 36%.

Massimali di spesa per gli interventi

I massimali di spesa detraibili con l’Ecobonus 2026 variano per tipo di interventi (ma non differiscono dagli anni precedenti).

Ecco gli importi massimi di spesa ammissibili per ciascuna tipologia di intervento:

  • acquisto e posa in opera delle schermature solari: 60.000 euro
  • acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi: 60.000 euro
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale: 30.000 euro
  • sostituzione di scaldacqua: 30.000 euro
  • interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali: 60.000 euro
  • installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda: 60.000 euro
  • riqualificazione energetica globale: 100.000 euro
  • acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori: 100.000 euro.

Cessione del credito e sconto in fattura

La cessione del credito e lo sconto in fattura non sono più consentiti per l’Ecobonus 2026.

Per le informazioni sul Superbonus e le opzioni di cessione del credito e sconto in fattura, verifica gli aggiornamenti sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Un attico in cui la luce naturale unisce verde e designLeggi ora

Differenze con Ecobonus 2025 e massimali per redditi alti

Come abbiamo visto, nel 2026 non ci sono differenze importanti rispetto all’Ecobonus 2025.

Le percentuali differenziate per i lavori nell’abitazione principale e nelle seconde case sono state mantenute, così come sono stati confermati anche i massimali di detrazione per i redditi più alti, introdotti nel 2025. Per i redditi oltre i 75.000 euro, infatti, è previsto un importo massimo di detrazione annuale di 14.000 euro; per redditi oltre 100.000 euro, l’importo massimo detraibile scende a 8.000 euro. Gli importi vanno moltiplicati i coefficienti collegati al numero di figli a carico².

Ecobonus infissi 2026: cosa c’è da sapere

La buona notizia è che puoi sfruttare l’Ecobonus al 36% o 50% anche per l’acquisto e posa di nuove finestre VELUX. Alcune condizioni:

  • per ottenere l’Ecobonus infissi, le finestre devono essere installate in un ambiente che ha già un impianto di riscaldamento fisso e attivo. Per esempio puoi utilizzare l’Ecobonus per sostituire le vecchie finestre per tetti in una mansarda riscaldata
  • le nuove finestre devono garantire valori di conduttività termica che rispettino i limiti stabiliti dalla normativa del 6 ottobre 2020 (variano a seconda delle fasce climatiche). Puoi quindi richiedere l’Ecobonus se le nuove finestre hanno effettivamente delle buone performance energetiche
  • la stessa norma ha introdotto un costo massimo detraibile dei serramenti a partire da 660€ a metro quadro (dimensioni del foro finestra) che aumenta a 780€ se vi è anche una chiusura oscurante nelle zone con il clima più mite. Nelle zone climatiche più fredde, i massimali di spesa sono aumentati ai 780€ a mq per il solo serramento e 900€ a mq se è inclusa anche la chiusura oscurante. In sostanza, per alcuni tipi di finestre o lucernari più performanti, l’Ecobonus infissi 2026 risulterà inferiore all’importo ottenuto applicando le percentuali di detrazione del 50 e del 36%.

Differenze tra Ecobonus e Bonus ristrutturazioni

L’Ecobonus è un incentivo che verte sulla riqualificazione energetica, mentre il Bonus ristrutturazioni premia il riuso a scapito del nuovo consumo di suolo. All’interno di un importante progetto di ristrutturazione puoi certamente usare entrambi i bonus per tipologie diverse di lavori, mentre non puoi utilizzare due incentivi per la stessa spesa.

Il Bonus ristrutturazioni, a differenza dell’Ecobonus, ha un unico massimale di spesa di 96.000 euro e incentiva lavori di manutenzione straordinaria, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Per le sole parti comuni dei condomìni, rientrano nel Bonus ristrutturazioni anche i lavori di manutenzione ordinaria.

Un’altra differenza tra il Bonus ristrutturazioni e l’Ecobonus? Il Bonus ristrutturazioni è applicabile anche in stanze non riscaldate, come ad esempio un sottotetto da recuperare; in quel caso per la sostituzione dei serramenti, che non sarebbe incentivabile con l’Ecobonus, puoi ricorrere al Bonus ristrutturazioni. Il Bonus ristrutturazioni è però applicabile ai soli immobili a destinazione residenziale; l’Ecobonus, invece, è attivo anche per edifici a destinazione produttiva, commerciale e direzionale.

L’Ecobonus è un’opportunità preziosa se vuoi migliorare l’efficienza energetica della tua casa, riducendo consumi, alleggerendo le bollette e il tuo impatto ambientale.

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