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Conto Termico 3.0: come funziona e quali vantaggi offre per le abitazioni

12 min di lettura
Mansarda illuminata da più finestre per tetti, con pavimento in legno e arredamento moderno total white
Il Conto Termico 3.0 incentiva interventi di efficienza energetica con contributi diretti erogati dal GSE. Ecco come funziona, quali lavori sono ammessi e cosa cambia rispetto alla versione precedente.
Punti chiave

1. Chi può accedere al Conto Termico?

Il nuovo Conto Termico amplia i beneficiari: al nuovo Conto Termico 3.0 possono accedere la Pubblica Amministrazione, gli enti del terzo settore, le imprese e i privati, ognuno con regole e limiti diversi.

2. Quali sono gli interventi incentivabili?

Gli interventi che rientrano negli incentivi si dividono in due categorie: interventi di riqualificazione per aumentare l’efficienza energetica degli edifici e piccoli interventi per produrre energia termica da fonti rinnovabili.

3. Come richiedere il Conto Termico?

La richiesta dell’incentivo si gestisce online sul portale dedicato, PortalTermico GSE. Modalità e tempi variano: è previsto l’accesso diretto per privati e imprese, una procedura di prenotazione per PA ed enti pubblici.

Cos’è il Conto Termico 3.0 e cosa cambia rispetto al 2.0

Il Conto Termico 3.0 è un incentivo che promuove interventi volti non solo al miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici ma anche alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

Il Conto Termico 3.0 è stato approvato con il Decreto Ministeriale 7 agosto 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 26 settembre 2025¹, con entrata in vigore il 25 dicembre 2025.

Il Conto Termico funziona in modo completamente diverso dai classici bonus fiscali (come il Bonus ristrutturazioni e l’Ecobonus), sia nei tempi che nel meccanismo di rimborso, perché gli incentivi sono erogati con un bonifico diretto da parte di GSE (Gestore dei Servizi Energetici)². Nel caso dei bonus fiscali, invece, l’incentivo si recupera in dieci anni sotto forma di detrazioni fiscali IRPEF o IRES.

Per importi bassi il rimborso dell'incentivo viene saldato in un’unica soluzione e non sono previsti massimali di reddito. Infine, con il Conto Termico non c’è il limite della capienza fiscale che può invece limitare gli importi dei bonus casa tradizionali (se le tasse dovute sono inferiori alla detrazione prevista, la parte eccedente non viene rimborsata e va persa).

Le principali novità rispetto al Conto Termico 2.0

Con il Conto Termico 3.0 cambiano diversi aspetti rispetto alla versione 2.0:

  • semplificazione delle procedure di accesso al meccanismo
  • ampliamento delle tecnologie incentivabili come, ad esempio, l’installazione di impianto fotovoltaico con accumulo e colonnine di ricarica di veicoli elettrici abbinati a sostituzione impianto di climatizzazione con pompe di calore elettriche
  • consistenza dell’incentivo
  • contributo anticipato per la diagnosi energetica riservato a PA ed enti terzo settore non economici
  • estensione dei beneficiari riguardanti le PA come società in house providing delle PA, concessionari di servizi pubblici e l’agenzia del demanio
  • estensione dei beneficiari per nuove categorie di soggetti come gli Enti del terzo settore (ETS) non economici e qualsiasi soggetto su edifici nell’ambito del settore terziario
  • riconoscimento di un incentivo al 100% delle spese ammissibili per interventi realizzati su edifici pubblici di proprietà dei Comuni fino a 15000 abitanti, per edifici pubblici con destinazione scolastica e su edifici a destinazione ospedaliere/assistenza e di cura del Servizio Sanitario Nazionale
  • richiesta preliminare di accesso obbligatoria prima dell’avvio dei lavori per imprese ed ETS economici
  • comunità energetiche rinnovabili e gruppi di autoconsumo agiscono in qualità di soggetti responsabili per conto dei membri per l’accesso agli incentivi
  • maggiorazione dell’incentivo per alcuni interventi che utilizzano prodotti made in EU.

A seguito dell'elevato numero di richieste pervenute nei primi giorni di apertura del portale del Conto Termico 3.0, a inizio marzo 2026 il GSE ha comunicato la sospensione temporanea della presentazione di nuove richieste di incentivo. Dopo circa un mese di sospensione, il portale ha riaperto il 13 aprile 2026³.

Chi può accedere al Conto Termico 3.0

ll Conto Termico 3.0 dispone di una dotazione finanziaria di 900 milioni € annui suddivisi in due macrocategorie:

  • 500 milioni di € a soggetti privati, di cui 150 milioni di € destinati alle imprese
  • 400 milioni di € per le Pubbliche Amministrazioni, di cui 20 milioni di € per il contributo delle diagnosi energetiche.

I soggetti ammessi sono:

  • la Pubblica Amministrazione (PA)
  • gli Enti del Terzo Settore (ETS) economici e non economici
  • le imprese
  • i privati come persone fisiche, condomini e altri soggetti non identificati nei casi precedenti.

A seconda del tipo di soggetto che richiede l’incentivo, ci sono regole diverse per gli interventi incentivabili, intensità dell’incentivo, modalità di accesso e soggetti responsabili della richiesta.

Interventi previsti per il Conto Termico 3.0

Gli interventi che rientrano nelle agevolazioni del Conto Termico si possono suddividere in due macro-categorie:

1. Interventi per l’incremento dell’efficienza energetica (Titolo II):

  • isolamento termico, compresa eventuale installazione di sistemi di ventilazione meccanica
  • sostituzione infissi
  • installazione schermature solari e/o sistemi di ombreggiamento
  • trasformazione degli edifici in “nZEB”, cioè a consumo quasi nullo
  • sostituzione di sistemi per l’illuminazione d’interni e delle pertinenze esterne con sistemi efficienti di illuminazione
  • installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation) degli impianti termici ed elettrici
  • installazione di elementi infrastrutturali per la ricarica privata di veicoli elettrici
  • installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo.

2. Interventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili (Titolo III)

  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti a pompe di calore, elettriche o a gas
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con sistemi ibridi factory made o bivalenti, o pompa di calore add on
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento di serre o fabbricati rurali con impianti a biomassa, compresi sistemi ibridi a pompa di calore
  • installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o integrazione climatizzazione invernale anche abbinati a sistemi di solar cooling
  • sostituzione di scaldacqua elettrici e a gas con scaldacqua a pompa di calore
  • intervento di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficienti
  • sostituzione totale o parziale di impianti di climatizzazione invernale con impianti di microcogenerazione alimentati da fonti rinnovabili.

Per i soggetti privati che effettuano interventi su edifici non residenziali (per esempio ristoranti, negozi, uffici ecc) e per interventi su edifici della Pubblica Amministrazione è previsto l’accesso a entrambe le categorie di interventi. I privati che effettuano interventi su edifici residenziali potranno invece accedere al Conto Termico solo per gli interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Quali lavori puoi fare in casa con il Conto Termico

Gli interventi ammissibili dipendono dalla tipologia dell’immobile oggetto di intervento. Per gli immobili residenziali sono ammissibili solo interventi riguardanti l’impiantistica e deve configurarsi come sostituzione di un impianto esistente, non come una nuova installazione.

L’intervento tipico che si può fare in casa con il Conto Termico 3.0 è sostituire il vecchio sistema di riscaldamento con una nuova pompa di calore (aria-acqua, geotermica, ecc…) e/o uno scaldacqua a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria.

Altri interventi incentivati sono la sostituzione del sistema di riscaldamento con sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia), caldaie o stufe a biomassa, allaccio a teleriscaldamento efficiente e l’installazione di solare termico per l’acqua calda o l’integrazione al riscaldamento.

In ambito residenziale le categorie catastali ammesse agli interventi specificati sono quelle del Gruppo A ad esclusione delle categorie A/8 (abitazioni in ville), A9 (castelli, palazzi di eminente pregio artistico e storico) e A10 (uffici e studi privati). 

L’incentivo previsto non può eccedere il 65% delle spese sostenute entro i limiti dei massimali calcolati in base alle caratteristiche tecniche dell’impianto.

Nei lavori in casa con il Conto Termico non rientrano interventi come il rifacimento del tetto, il cappotto termico, la sostituzione di infissi, l’installazione del fotovoltaico e delle colonnine elettriche, interventi quest’ultimi riservati alle PA oppure al settore non residenziale. Nel 2026 molti interventi di miglioramento delle abitazioni restano però incentivabili fino al 50% con il Bonus ristrutturazioni e l’Ecobonus. La sostituzione delle finestre con nuove finestre per tetti VELUX è incentivabili con i bonus infissi 2026.

Interventi sugli impianti

Il nuovo Conto Termico incentiva gli interventi di piccole dimensioni per la sostituzione di vecchi impianti con soluzioni più efficienti come pompe di calore, generatori a biomassa, sistemi ibridi factory made, sistemi bivalenti, impianti solari termici e scaldacqua a pompa di calore. Questi interventi fanno parte della macrocategoria relativa alla produzione di energia termica da fonte rinnovabile ed hanno accesso ad un’ampia platea di soluzioni in ambito residenziale e terziario.

Oltre alle classiche pompe di calore, il decreto incentiva anche impianti con sistemi ibridi “factory made” (per esempio un impianto composto da una pompa di calore elettrica e una caldaia a condensazione, assemblato in fabbrica da un unico fabbricante), sistemi ibridi bivalenti e le pompe di calore “add on” (un generatore a pompa di calore viene installato ad integrazione di una caldaia a condensazione a gas preesistente).

Una interessante novità introdotta con il Conto Termico 3.0 riguarda l’agevolazione per l’installazione di elementi infrastrutturali per la ricarica privata di veicoli elettrici, anche aperta al pubblico, e l’installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, se l’intervento è realizzato congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con pompe di calore elettriche.

Nel caso di interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili, l’incentivo viene calcolato in funzione delle caratteristiche del generatore installato e della zona climatica di riferimento. L’incentivo previsto non può eccedere il 65% delle spese sostenute entro i limiti dei massimali calcolati in base alle caratteristiche tecniche dell’impianto.

L’incentivo per l’installazione di elementi infrastrutturali per la ricarica privata di veicoli elettrici è previsto nella misura del 30% delle spese ammissibili con massimale calcolato in funzione della potenza installata. Per l’installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, l’incentivo è previsto nella misura del 20% delle spese ammissibili con massimale calcolato in funzione della potenza installata e della capacità dell’accumulo.

Interventi sull’involucro edilizio (copertura, pareti, solai, infissi)

Gli interventi sull’involucro (cioè “la pelle” dell’edificio che delimita lo spazio riscaldato verso l’esterno o verso ambienti non riscaldati) previsti dal Conto Termico 3.0 rientrano nel primo gruppo di efficienza energetica perché sono responsabili delle dispersioni del fabbricato e del fabbisogno energetico. 

Gli  interventi sull’involucro sono incentivati con il Conto Termico 3.0 solo per: 

  • Pubblica Amministrazione
  • edifici non residenziali (terziario, imprese, ecc.) 

Gli interventi più comuni ammessi sono ad esempio: l’isolamento delle pareti, l’isolamento delle coperture o dei solai. In questa categoria rientra anche la sostituzione degli infissi come le finestre per tetti VELUX e le schermature solari (tende esterne e tapparelle). 

Un intervento più spinto si configura nella riqualificazione globale ottenendo un edificio NZEB (a energia quasi zero). 

Per le abitazioni private interventi come il rifacimento del tetto e la sostituzione degli infissi non sono incentivati con il Conto Termico. Per i privati che decidono di rendere più efficiente l'abitazione sono però ancora disponibili i bonus edilizi classici come il Bonus ristrutturazioni - con l’associato Bonus mobili - e l’Ecobonus. 

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Infissi e Conto Termico 3.0: cosa sapere davvero

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, per le abitazioni private la sostituzione degli infissi non è incentivata con il Conto Termico.

È possibile invece sostituire gli infissi utilizzando il Conto Termico per le Pubbliche Amministrazioni e per i soggetti privati esclusivamente per interventi eseguiti su gran parte degli edifici dell’ambito terziario (per esempio uffici, negozi, ristoranti, ecc) appartenenti alle seguenti categorie catastali:

  • A/10 
  • tutte del Gruppo B
  • gruppo C ad esclusione di C/6 e C/7
  • gruppo D ad esclusione di D/9
  • gruppo E ad esclusione di E/2, E/4, E6.

Agli interventi realizzati su interi edifici o parti comuni di edifici caratterizzati da categorie catastali miste (residenziale e terziario), è attribuito l’ambito catastale prevalente per l’edificio, calcolato in base ai millesimi.

Gli infissi incentivati sono quelli appartenenti a superfici disperdenti e devono rispettare determinati valori di trasmittanza termica in funzione della zona climatica; quindi, devono essere ad alte prestazioni (doppi / tripli vetri basso-emissivi) e migliorativi rispetto agli infissi esistenti.

Se stai pensando di sostituire gli infissi di casa puoi beneficiare di altre forme di incentivo come  l’Ecobonus.

Le finestre per tetti VELUX per tetti a falda e le finestre VELUX per tetti piani offrono soluzioni ad alte prestazioni con vetro camera e telai isolanti. Le schermature esterne come tende e tapparelle permettono un controllo ottimale della luce e del surriscaldamento estivo, oltre che a limitare le dispersioni nella stagione invernale.

Sia le finestre che gli accessori possono essere a funzionamento automatico, solare (senza cablaggio) e con gestione smart da remoto.

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Come richiedere il Conto Termico 3.0

La richiesta dell’incentivo viene gestita interamente online attraverso il PortalTermico di GSE⁴ e le modalità e le tempistiche cambiano a seconda della natura del richiedente: accesso diretto per privati e imprese, prenotazione per le Pubbliche Amministrazioni.

In particolare, per persone fisiche e condomini su abitazioni private, i passaggi previsti per l’accesso diretto al Conto Termico 3.0 sono:

  1. registrarsi al PortalTermico 3.0 di GSE e, a conclusione dei lavori, compilare entro 90 giorni dalla fine lavori la domanda online con tutte le caratteristiche dell’intervento svolto
  2. La domanda prevede che vengano caricati documenti come fatture e bonifici, schede dei prodotti, certificazioni, eventuali asseverazioni tecniche e foto
  3. completato il caricamento di tutta la documentazione richiesta, si invia la pratica e si riceve un codice identificativo. Da questo momento parte l’istruttoria da parte di GSE
  4. GSE verifica la domanda; se l’incentivo è approvato, GSE paga con bonifico in un'unica rata (se l’incentivo è inferiore a € 15.000,00) oppure in più rate (per importi superiori) che vanno da 2 a 5 anni a seconda dell’intervento.

Il 3 marzo 2026 GSE ha previsto una sospensione temporanea della presentazione di nuove richieste di incentivo, per verificare che con le domande ricevute non sia esaurito il fondo annuale. A metà aprile il portale è stato riaperto. 

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Quando conviene davvero il Conto Termico

Il Conto Termico 3.0 può diventare particolarmente interessante per gli edifici pubblici di cui all’articolo 11 comma 2 del decreto, perché la percentuale incentivata della spesa ammissibile è pari al 100% (scuole, ospedali ed edifici di Comuni con meno di 15.000 abitanti).

In linea generale, il Conto Termico conviene quando vuoi recuperare i soldi subito o non hai capienza fiscale sufficiente, perché ricevi i soldi immediatamente, anche in un’unica rata se l’importo è piccolo, a differenza dei bonus fiscali per i quali devi attendere 10 anni.

Il Conto Termico può essere l’incentivo più favorevole per interventi semplici e mirati, come la sostituzione di una caldaia con una pompa di calore o con un sistema ibrido.

Il Conto Termico non è invece l’incentivo indicato in caso di una ristrutturazione completa in un’abitazione privata. Lavori come il rifacimento del cappotto per l’isolamento della casa, la sostituzione degli infissi, il rifacimento dell’impianto elettrico e idraulico, infatti, non sarebbero incentivati. In questo caso, meglio ricorrere ai bonus fiscali classici per i lavori edili (Bonus ristrutturazione ed Ecobonus).

FAQ - Domande frequenti sul Conto Termico 3.0

Che cos'è il Conto Termico 3.0 e come funziona?

Il Conto Termico 3.0 è un incentivo a fondo perduto che rimborsa fino al 65% delle spese per interventi di efficienza energetica e rinnovabili termiche, con un accredito diretto dell’incentivo sul conto corrente. È operativo dal 26 dicembre 2025 e dispone di 900 milioni €/anno.

Come funziona il Conto Termico 3.0 nel 2026?

Per i privati la domanda va presentata entro 90 giorni dalla fine dei lavori, attraverso il nuovo PortalTermico 3.0. La procedura prevede il caricamento guidato dei documenti ed è disponibile un simulatore dell’incentivo, in base al tipo di intervento eseguito (ad esempio la sostituzione di un vecchio generatore con l’installazione di una pompa di calore).

I privati possono accedere al Conto Termico 3.0 per sostituire gli infissi?

Sì, i privati che sostituiscono gli infissi in edifici non residenziali (per esempio negozi o uffici) possono accedere al Conto Termico, nel rispetto dei requisiti energetici previsti dal decreto. I privati non possono invece beneficiare del Conto Termico per la sostituzione degli infissi per le abitazioni.

Conto Termico 3.0 e altre agevolazioni: cosa si può cumulare?

Il Conto Termico non è cumulabile con altri incentivi statali sugli stessi interventi (es. Ecobonus), ma può essere compatibile con contributi locali non statali, se non si supera il costo totale agevolabile previsto per l’intervento.
Eris Caon

Eris Caon

Ingegnere civile libero professionista, Eris Caon opera nel campo dell’edilizia e del risparmio energetico, con una specializzazione nella progettazione strutturale. 
Laureato all’Università di Padova nel 2004, cantiere dopo cantiere ha sviluppato competenze solide nelle tecnologie costruttive e nell’innovazione di soluzioni edificio-impianto, con l’obiettivo di realizzare edifici sicuri, performanti e sostenibili. 
Negli anni ha approfondito il tema delle normative nel settore dell’edilizia, trovando in VELUX il partner ideale per mettere a disposizione il suo know-how.

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